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ott 31

Asma, con smog alto triplicati i ricoveri

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Ricoveri triplicati: asma, bronchiti e allergie. I pediatri: il Pm10 aumenta la mortalità dei neonati. «Ma il ticket ha migliorato l'aria»

Con lo smog i bimbi non respirano, si ammalano. L'inquinamento triplica le corse in ospedale. Diagnosi: asma, allergie, tosse, bronchiti. L'ultima conferma arriva dell'équipe pediatrica della Macedonio Melloni. Venti giorni di analisi, tra il 22 dicembre e il 10 gennaio, un monitoraggio delle visite in pronto soccorso dei bambini con disturbi respiratori. Risultato: 401 accessi nel primo periodo, quando il livello di Pm10 era a 110 microgrammi per metro cubo d'aria (su una soglia d'allarme di 50), 176 nel secondo periodo, prima settimana di Ecopass e polveri a quota 67.Numeri che, secondo Alessandro Fiocchi, direttore pediatrico della Macedonio Melloni, confermano «l'incidenza dell'inquinamento nella salute dei bambini e l'esigenza di misure cautelative per limitare i danni di un problema che solo in Lombardia riguarda un bambino su quattro, cioè tra i duecento e i trecentomila under 14». Solo a Milano asma e allergie respiratorie colpiscono circa 50mila piccoli (e altrettanti in provincia).

Smog e polveri sottili. Nemici tanto insidiosi da moltiplicare le le paure dei genitori e le corse in ospedale. Veleni così cattivi da soffocare i polmoni dei più piccini, anneriti come quelli dei «vecchi fumatori ». Un'emergenza, insomma. L'allarme arriva dal IV Meeting di Allergologia e Malattie respiratorie e si fonda sulle ricerche pubblicate dall'European Journal of Epidemiology: basta un aumento di 10 microgrammi di Pm10 per «determinare un incremento del 5 per cento della mortalità post-neonatale per qualsiasi causa ed un aumento del 22 per cento della mortalità post-neonatale per malattie respiratorie». E se è tutta la Lombardia a soffrire lo smog, il «primato» nero Milano è di Milano, «anche perché la città è nel mezzo della pianura Padana ed è poco ventilata». La tosse cronica è una spia. «Sono molti i bambini che nascondono infiammazioni croniche simili a quelle dell'anziano», sostiene Fiocchi.

Ecco perché «l'esplosione dell'asma non cessa di preoccupare i pediatri», sottolinea Luigi Terracciano, pediatra della Macedonio Melloni. Allora è «importante individuare i sintomi, perché quando non è asma la cura è diversa. Diversa l'aspettativa di vita e diversa la qualità della vita». Cosa possono fare le mamme per proteggere il respiro dei loro piccoli? «Le mascherine sono inutili — assicura Fiocchi — meglio evitare di uscire nelle ore di punta». E meglio ancora «scegliere, quando possibile, strade laterali e lontane dalle grandi arterie. Si è visto infatti che il Pm2.5 (le polveri sottilissime, ndr) resta in prossimità delle auto e non "viaggia" come fa il Pm10». Poi, certo, valgono i consigli classici per ossigenare i polmoni: «Quando è possibile — prosegue Fiocchi — suggerisco di portare i bambini in montagna o al mare. In Lombardia la Valtellina è un luogo ideale, l'unico posto in cui i livelli di Pm10 sono davvero trascurabili. E permettono ai piccoli di respirare a pieni polmoni».
S. Rav.
01 febbraio 2008
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