Filter Design
Accedi Registrati
Articolo Tecnico FiltroLampade PDF Stampa E-mail

Articolo Tecnico e studio effettuato sulle filtrolampade

Design e controllo della contaminazione negli ambienti civili

dado_arredoUno dei compiti principali delle tecniche per il benessere ambientale è anche quello della purificazione dell’aria.
Oltre che controllare temperatura e umidità, oggi sempre di più diventa necessario per le persone che vivono e lavorano, un’aria di qualità migliore rispetto a quella esterna. Un contributo importante viene dalla progettazione di particolari filtro-lampade per “particelle fini” di tipo autoventilato che provvedono all’eliminazione di polvere, fumo, cenere, oltre a pollini e spore. Il design gradevole con sistema a luce soffusa li rende adatti anche come complemento d’arredo in ambienti residenziali, uffici, alberghi e ristoranti.

D. Zucchelli
CTS Clean-Tech System - Cusano Milanino

Introduzione

Forse non tutti sanno che l’inventore dei filtri minipleats, in francese chiamati à plis, fu monsieur Poelman che nel 1928 osservando un paralume dell’epoca ebbe l'ispirazione per creare il primo filtro in carta che venne detto per l’appunto plissettato. Due anni dopo veniva fondata la Ultrafiltres Poelman che in seguito diventerà una divisione di Air Industrie.

Era nata la tecnologia che ancora oggi è adottata da tutti i costruttori di filtri d’aria ad alta efficienza per particelle (HEPA). Dopo gli impieghi militari nel secondo conflitto mondiale, esattamente nel 1953, per la prima volta i filtri assoluti a pieghe in carta vennero applicati per la filtrazione a livello industriale sull’aria di espulsione di un impianto nucleare per assicurare la protezione dell'ambiente esterno.

Un ritorno al futuro è certamente rappresentato da un filtro-lampada innovativo con un particolare design che simbolicamente restituisce all’illuminotecnica il credito originario di invenzione e nel contempo fornisce una soluzione “made in Italy” al controllo della contaminazione negli ambienti civili. Le diverse forme, sempre gradevoli con il sistema a luce soffusa li rende adatti anche come complemento d’arredo in ambienti residenziali, uffici, alberghi e ristoranti.

 

Migliorare la qualità dell’aria negli ambienti civili

Uno dei compiti principali delle tecniche per il benessere ambientale è quello della purificazione dell’aria. Oltre che controllare temperatura e umidità, oggi sempre di più diventa necessario per le persone che vivono e lavorano, un’aria di qualità migliore rispetto a quella esterna. Questo scopo sembra essere stato raggiunto progettando filtri per particelle fini che provvedono principalmente all’eliminazione non solo di polvere, fumo, cenere, ma anche dei cosiddetti allergeni naturali: pollini, spore, etc.

 

Senza dubbio negli ultimi anni è molto cambiata la composizione dei contaminanti dell’aria e soprattutto le conoscenze tecniche.
Per quanto riguarda la purificazione da particelle, l’esigenza di ottenere aria più pulita viene adempita in modo del tutto soddisfacente attraverso l’uso di idonei filtri per polvere fine. Poiché oggi si conosce bene l’effetto diretto esercitato sull’organismo umano dal cosiddetto smog, si è sentita la necessità di sviluppare nuovi concetti di filtrazione dell’aria in grado di assolvere ai compiti ad essa assegnati nei confronti delle particelle inquinanti PM 10 e PM 2,5 dei contaminanti naturali di tipo stagionale dovute a pollini e spore di alcune piante, responsabili di manifestazioni allergiche soprattutto in particolari periodi dell’anno.

Inoltre, agli inquinanti atmosferici va aggiunta la rilevante presenza di contaminanti anche nell’aria interna dei comuni ambienti civili determinati dalla presenza di materiali d’arredo, apparecchiature informatiche e fumo di tabacco (nelle aree con presenza di fumatori).
In base a questi componenti nocivi che abbiamo citato, appare chiaro che il particolato aerodisperso può essere considerato il principale responsabile della scadente qualità dell’aria nelle grandi città. Gli effetti sulla salute dell’uomo sono già visibili.

disposizionepolmonare

Fig. 1 – Deposizione di polveri sottili nell’albero polmonare dell’apparato respiratorio.

 

Effetti delle polveri sottili PM10 e PM 2,5 sulla salute

Come appare realmente la situazione delle sostanze inquinanti nell’aria interna agli ambienti? Con quali grandezze di particelle si ha realmente a che fare?
L’evoluzione dell’inquinamento atmosferico urbano è stata profonda negli ultimi decenni. Le componenti classiche legate all’industria e al riscaldamento, come SO2 e N02, si sono radicalmente ridotte, mentre è aumentata nettamente la concentrazione delle polveri ultrafini soprattutto nel range tra 0,01 e 0,03 μm (micron) di diametro aerodinamico, le cosiddette nano particelle.

La dimensione è molto importante, poichè determina la profondità dell’albero respiratorio alla quale gli inquinanti possono giungere. Quasi tutte le particelle submicroniche e le più fini entrano nel circolo dove determinano effetti che possono influire su patologie dei vasi e del cuore. Anche la composizione chimica è variabile, e può avere rilevanza tossicologica. Come molti studi tossicologici e epidemiologici recenti hanno mostrato l’effetto dell’inquinamento ambientale urbano sulla salute è reale e misurabile; in termini relativi tale effetto è modesto (incremento di pochi punti percentuali del rischio). Ma interessa una popolazione assai vasta (quindi alto numero di casi in più); il traffico non è l’unica fonte, ma il suo peso è primario; non è possibile definire il ruolo dei singoli componenti della miscela, ma il particolato fine rappresenta il contaminante più evidentemente implicato: anche il ruolo di alcuni inquinanti gassosi è stato messo in luce. Gli effetti sulla salute aumentano con l’aumentare della concentrazione degli inquinanti e quelli finora documentati sono:

 

  • Effetti a breve termine negli adulti: incremento della mortalità giornaliera naturale totale e per cause cardio-respiratorie e aumento dei ricoveri non programmati per cause cardio-respiratorie totali. Si tratta non soltanto di anticipazioni, ma di reali nuovi casi che insorgono fino a 40 giorni dal picco espositivo; attualmente ci sono diversi studi in corso su questi effetti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Italia.
  • Effetti nei bambini: in rapporto a residenza presso strade trafficate sono stati evidenziati in particolari disturbi respiratori (infiammatori e allergici) e sviluppo di asma in età precoce (0-3 anni). É ancora da verificare l’ipotesi di un aumento di casi di leucemia in rapporto a possibile esposizione a benzene.
  • Effetti a lungo termine negli adulti: aumento della mortalità per cause cardiovascolari e per cause respiratorie, nonchè per tumore polmonare.

LAS-XLe principali strade di ricerca riguardano gli effetti delle polveri fini (PM 2,5) e ultrafini (<100 nm) e gli effetti cardiovascolari, meno ovvi rispetto a quelli respiratori. A livello cardiovascolare sono già stati osservati aumento della viscosità del plasma, incremento di mediatori di infiammazione, alterazioni della frequenza e della variabilità del battitto cardiaco, rischio di esaurimento dei defibrillatori.

Fig. 2 – Apparecchio conta particelle a laser tipo LAS-X per prove di laboratorio a banco

 

 

Alla chiarificazione di alcune delle questioni aperte sono stati forniti importanti contributi da parte del Dipartimento di Tecnologie e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, del Dipartimento di Fisica di Milano-Bicocca sulla distribuzione del particolato ambientale e all’interazione polveri sottili/salute.
L’evoluzione nella conoscenza del particolato atmosferico ha evidenziato che il contenuto della componente a maggior valenza tossicologica organica (Idrocarburi Policiclici Aromatici e Composti Organici Volatili) e inorganica (metalli pesanti, fibre di amianto) è il contenuto prevalentemente nelle frazioni più fini (in particolare PM 2,5). Lo studio ha confermato come nel PM 2,5 gli IPA costituiscano oltre 90% del particolato raccolto, mentre, per la frazione inorganica, i solfati e i nitrati di ammonio rappresentino oltre il 40% del totale. Infine, il comportamento aerodinamico di questa frazione ha interessamento diretto del comparto alveolare dell’albero respiratorio con i meccanismi di deposizione delle particelle costituite dalle sostanze tossicologicamente più attive o veicolanti le stesse. Pertanto la scelta del PM 2,5 risulta ancora più indicata per le correlazioni tra inquinamento ambientale a gli esiti sanitari su apparato respiratorio e cardiocircolatorio già evidenziata con il PM 10.

 

Concetti prestazionali per ambienti condizionati e non

Accanto alle cosiddette polveri sottili presenti nell’atmosfera, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per la qualità dell’aria all’interno degli ambienti confinati. A buona ragione, perché il numero delle sorgenti di contaminazione è molto ampio. Le quantità emesse da ogni singola fonte sono insignificanti, tuttavia la loro sommatoria costituisce una significativa concentrazione di particolato nocivo alla salute.

 

Causa la molteplicità delle differenti grandezze di particelle e dei diversi risultati delle misurazioni del rendimento in termini di efficienza frazionale. Queste sono solamente affermazioni di carattere generale, tuttavia è chiaro che la composizione dell’aria esterna e delle concentrazioni di contaminanti in essa contenute stanno alla base della qualità dell’aria interna.
Solamente attraverso misure preventive concrete per la più ampia pulizia dell’aria si riuscirà ad ottenere un miglioramento augurabile e al contempo efficiente. E qui torniamo alla domanda iniziale: quali risposte efficaci per la prevenzione nei comuni ambienti civili, offre la tecnica della filtrazione alla richiesta di purificazione dell’aria? Per quanto riguarda gli ambienti climatizzati dotati di unità di trattamento dell’aria la risposta è stata data di recente dalle norme intervenute nel 2008, non solo UNI EN 13779 (Ventilazione degli edifici non residenziali – Requisiti di prestazione per i sistemi di ventilazione e di climatizzazione) e UNI EN 15251 (Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica).

 

Ma soprattutto la revisione della norma UNI 10339 (Impianti aeraulici per la climatizzazione – Classificazione, prescrizioni e requisiti prestazionali per la progettazione e la fornitura) attualmente in inchiesta pubblica. Invece, per quanto concerne ambienti civili dotati di split o non climatizzati, sono oggi disponibili sul mercato filtri-lampada per particelle della cosiddetta dimensione micronica e oltre (polveri grossa e fine) di tipo autoventilato che provvedono all’eliminazione di particolato, fumo, cenere, oltre a pollini e spore.
Da notare che tale granulometria, per i differenti livelli di qualità dell’aria interna, corrisponde indicativamente con le classi comprese tra la F5 e la F7 (UNI EN 779), così come indicato sulla UNI 10339 rev. Questo vale come indicazione per i normali filtri-lampada di tipo standard; ciò permetterà all’utilizzatore di valutare eventualmente in alternativa al tipo standard degli elementi filtranti più performanti per particelle submicroniche e/o filtri a carbone attivo per inquinanti gassosi.

 

Quali Professional Member italiano di NAFA (National Air Filtration Association) siamo stati chiamati a verificare l’efficienza di tali dispositivi filtranti in modo da poterne determinare le prestazioni attraverso prove di laboratorio in accordo alla norma ASHRAE 52.2 – 2007. Successivamente sono stati anche “validati” sul campo all’interno di un locale confinato di un ambiente civile di dimensioni tipiche attraverso contaparticellare secondo ISO 14644-1 nelle normali condizioni di funzionamento.

cadutapressione

Fig. 3 – Test Report di laboratorio con filtro pulito per caratterizzarne l’efficienza in termini di MERV.

 

Prove di laboratorio secondo ASHRAE Std. 52.2

L’User Guide dello standard ASHRAE 52.2 è stato creato dalla NAFA, un gruppo di oltre 200 tra distributori di filtri per aria, costruttori e tecnici CAFS (Certified Air Filtration Specialist). Questa Guida, consente l’applicazione del metodo di prova dei dispositivi di pulizia dell’aria di ventilazione generale basata sull’efficienza di rimozione dimensionale delle particelle prescritto nello Std. ASHRAE 52.2 "Method of Testing General Ventilation Air-Cleaning Devices for Removal by Particle Size”. Tale documento è destinato ad assistere gli utenti finali e i progettisti nelle loro scelte di adeguati prodotti per la filtrazione dell’aria. Lo standard stabilisce un metodo di prova per creare risultati che siano affidabili e verificabili identificati da una sola curva che caratterizza i minimi di efficienza di un filtro riferita alle differenti grandezze di particelle.


Le prestazioni del filtro sono state determinate misurando le particelle a monte e a valle del dispositivo di pulizia dell’aria in fase di collaudo utilizzando un contatore di particelle LAS-X. La conta particellare è stata eseguita sei volte in un intervallo di dimensioni stabilite; cominciando con un filtro pulito e poi, dopo l'aggiunta di polvere ASHRAE con carichi di polvere successivi per cinque cicli di
misurazione. In laboratorio, un generatore di aerosol polidisperso di KCl, che opera tanto come un polverizzatore a spruzzo, è utilizzato per creare un tracciante di dimensioni particellari specifiche e note nel flusso dell’aria. Per ogni misura, l’efficienza di filtrazione è definita come rapporto di valle a monte delle particelle contate. I valori più bassi durante i sei cicli di prova sono quindi utilizzati per determinare la “Composite Minimum Efficiency Curve”. Quasi sempre questa è la lettura iniziale prima dei successivi carichi di polvere.


Utilizzando il valore più basso di efficienza misurata durante la prova si esclude il valore medio e si fornisce il "caso peggiore" della prova sperimentale. Le dodici grandezze dimensionali sono collocati in tre grandi gruppi in intervalli prestabiliti compresi tra 0,3 e 10 um. Il Computo Minimo di Efficienza per ciascuno di questi gruppi determina il calcolo del valore medio della Particle Size Efficiency (PSE), e le conseguenti tre percentuali sono quindi utilizzate per determinare il Minimum Efficiency Reporting Value (MERV). Un valore "globale" sul rapporto di prova in accordo con lo Std. 52.2 esprime la classificazione MERV. Il Valore Minimo di Efficienza Rilevata è un unico numero che viene utilizzato, unitamente alla velocità d'aria frontale di prova, per semplificare l'ampia spettro di dati espressi durante l’analisi. Il valore MERV deve essere dichiarato con la portata d'aria a cui il filtro è stato sottoposto a test di controllo.


Ad esempio, il filtro-lampada sottoposto a prova di tipo a una velocità di 2,50 m/s è stato rilevato essere MERV 10. La marcatura dovrà quindi indicare il Minimo Valore di Efficienza Rilevato ovvero riporterà la classificazione MERV 10 @ 492 FPM (2,5 m/s) unitamente agli altri dati tecnici rilevati durante le prove condotte in laboratorio che hanno permesso di caratterizzare il dispositivo come indicato nella tabella seguente.

tabella

Da notare come la forte diminuzione di velocità di passaggio (da 20 a 40 volte inferiore) attraverso il filtro consente di ottenere gradi di filtrazione e MERV più elevati sia nel campo dimensionale compreso tra 1,0 e 3,0 μm che in quello del PM 0,1 ovvero le cosiddette polveri ultrafini e nano particelle (<100 nm).

efficenza

Fig. 4 – Rappresentazione delle curve di 4 differenti “Dust Spot Performance” modellate con il fattore di correzione dovuto al più marcato effetto di diffusione che si crea alle basse velocità (Ensor 1988).

 

Classificazione di pulizia dell’aria in ambiente

Le prove di controllo del livello di contaminazione ambientale sono state condotte in accordo a ISO 14644-1 (e Fed. Std. 209 E), realizzate mediante l’utilizzo di un contatore di particelle LASAIR II all’interno di un tipico ambiente d’ufficio standardizzato con dimensioni 4,0 x 5,0 m in un volume complessivo pari a 60 m³ nelle normali condizioni di riposo (at rest). Le prove hanno mostrato dei valori interessanti dal punto di vista dell’efficienza nei confronti delle particelle di grandezza superiore rispettivamente a 5 μm e 1 μm e addirittura anche verso quelle superiori a 0,5 μm. Le concentrazioni misurate in ambiente hanno determinato i seguenti livelli di pulizia: classificazione ISO 9 (M 7) nei confronti delle particelle di 0,5 micron e ISO 8 (M 6) per particolato di 5 μm con tempo di ripristino (Recovery Time) di circa 1 ora con funzionamento del filtrolampada alla velocità media di 80 m2/h e 45 minuti alla massima velocità del filtro-lampada.

classipulizia

La Tab. II riporta un prospetto riassuntivo delle classificazioni degli ambienti puliti in accordo con la norma ISO 14644-1 “Clean room and associated controlled environments. Part 1: Classification of air cleanliness”. Da un rapido esame delle tabelle, si evince chiaramente che l'impiego di filtri-lampada caratterizzano in modo fondamentale il livello elevato di pulizia dell’aria nei confronti delle particelle sottili, fini e ultrafini dannose all’apparato respiratorio e cardiovascolare.

 

Caratteristiche tecniche del filtro-lampada

Oggi sono disponibili sul mercato dispositivi di purificazione dell’aria per la normale filtrazione delle particelle realizzati in forma elegante utilizzando acciaio verniciato nero o inox. All’interno degli ambienti civili, l’integrazione di simili sistemi significa sicuramente un passo importante nella direzione di un’aria più salubre. I filtri-lampada, oltre alla pulizia dell’aria nei confronti delle polveri, permettono soprattutto di trattenere anche gli agenti allergeni. Si tratta di purificatori d’aria con un elevato effetto di filtrazione nei confronti di un ampio spettro di contaminanti presenti nei comuni ambienti civili confinati. Dotati di uno speciale ventilatore sono particolarmente silenziosi, livello sonoro 33 dB(A) max.

Il concetto generale di questi dispositivi di purificazione dell’aria rende possibile il pratica la costruzione di piccole Filter Fan Unit in 3 forme diverse: cubo, cilindro e “a mandolino”. In questo modo l’aria presente negli ambienti viene filtrata direttamente sul mantello esterno della lampada creando all’interno del locale in cui è posizionato una diluizione della concentrazione di particolato; un concetto preso dalla tecnologia delle camere bianche.
Il sistema viene anche dotato un piedistallo di supporto che può essere fissato alla base del filtro-lampada, un elemento filtrante di ricambio che deve essere collocato nell’apposita sede attraverso un movimento facile e rapido.
Il flusso di scarico dell’aria filtrata avviene con diffusione verticale in modo da non risultare fastidiosa agli occupanti, la portate d’aria è regolabile attraverso un interruttore a 3 velocità (50-80-110 m2/h) analogo al sistema di movimentazione dell’aria da pavimento. A richiesta ne viene fatta anche l’installazione. Come rilevato alle prove di validazione, il filtro-lampada raggiunge alte capacità di separazione anche per l’effetto dell’autoefficienza, mano a mano che accumula le polveri dell’ambiente, nei confronti di polveri,
pollini, germi, spore. Esercitano un’azione efficace anche nei confronti dei biocontaminanti dal punto di vista igienico soprattutto in ambienti mantenuti puliti e destinati particolarmente a organismi deboli quali bambini e persone allergiche. Nei test batteriologici non è stata rilevata presenza di agenti che avrebbero potuto favorire la crescita microbica, neanche dopo parecchi giorni di incubazione.
A parte l’opacizzazione causata dalla presenza di particolato inerte, appare perciò esclusa la possibilità di accrescimento batterico sul filtro. Presupposto importante per l’igiene e la salute in un sistema di purificazione dell’aria negli ambienti.

 

Efficace purificatore d’aria e design
Realizzato in materiali nobili quali l’acciaio smaltato nero o inox satinato scotch brite, sono dotati di in una forma elegante, design raffinato dalle linee sobrie e ricercate. Con il suo movimento di luce crea un’atmosfera soft e rilassante. Con le tonalità di luce fissa si integra gradevolmente in ogni contesto d’arredo.
I filtro-lampade sono oggetti di arredamento con varie funzioni:
Purificazione d’aria
Prerogativa essenziale della filtro-lampada è quella di purificare l’aria dell’ambiente in cui viene collocata. Il “paralume” è in fatti prodotto con un particolare materiale filtrante plissettato in grado di trattenere il particolato PM 10, PM 2, 5 e i contaminanti naturali quali pollini e spore. Un silenziosissimo aspiratore che si trova all’interno delle filtro-lampade richiama all’interno della lampada l’aria che nel passaggio attraverso il materiale filtrante vi deposita gli inquinanti. La capacità di filtrazione è regolabile; ad esempio per un ambiente di 50 m³ il tempo di decontaminazione (recovery time) puo variare da 45 minuti (velocità massima) fino a 60 minuti (velocità media).
Naturalmente, le prestazioni si riferiscono a dispositivo in esercizio continuo, si sconsiglia di tenere la funzione purificatore spenta: Assorbe soltanto 4 W in sola ventilazione e meno di 10 W (12 V di 0,8 Amp max.) con anche i programmi luminosi accesi (15 possibilità).
Illuminazione
La luce della filtro-lampada è prodotta da particolari led a consumo bassissimo. Una scheda elettronica consente di variare la colorazione della luce emessa sia nella tonalità che nella durata di permanenza del colore. Per mantenere inalterata la loro funzione le filtro-lampade richiedono semplicemente un periodico ricambio dell’elemento filtrante. Data la variabilità della quantità di contaminanti nei diversi ambienti, non è possibile stabilire a priori l’intervallo di sostituzione del filtro. Se correttamente impiegati la loro durata è elevata, da 3/4 mesi in una grande città a intenso traffico veicolare o in aree industriali, fino a 1 anno in zone rurali e miste. A tale scopo è fornito allegato al dispositivo depuratore e al filtro di ricambio un apposito talloncino di confronto per comprendere quando sia necessario sostituirlo. Una sensibile riduzione del livello di luminosità e della portata d’aria sono un ulteriore indice della necessità di sostituire il filtro.
Fig. 10 – L’apparecchio di purificazione dell’aria è fornito in una elegante confezione contenente: istruzioni,
kit di ricambio filtro, alimentatore.


Conclusioni
Oggi sono disponibili sul mercato dispositivi di purificazione dell’aria per la normale filtrazione delle particelle negli ambienti civili confinati. Per esempio, alcuni apparecchi permettono di filtrare gli allergeni aeroportati e di trattenere i comuni contaminanti atmosferici.
La scelta di adeguati dispositivi di purificazione dell’aria negli ambienti civili per la salute delle persone che qui vivono e lavorano è il concetto fondamentale dell’Indoor Air Control. Uno dei gli aspetti più importanti, ma non sempre considerato, è quello di un’efficace pulizia dell’aria perché spesso ritenuta onerosa in termini di consumo energetico durante il ciclo di vita operativa degli elementi filtranti.
Un sensibile guadagno dal punto di vista del benessere degli occupanti è possibile già oggi con l’introduzione di elementi filtranti innovativi a bassissima caduta di pressione. Al tempo stesso, l’entrata in vigore di nuove normative sull’igiene ambientale hanno contribuito a suscitare una maggiore attenzione verso l’aspetto della salute degli occupanti che è di rilevanza sociale.
La conferma è arrivata recentemente dalla creazione di filtri-lampade, veri e propri condizionatori di benessere ambientale, capaci di abbattere i comuni contaminanti ambientali quali polveri sottili PM 10, fini PM 2,5 e ultrafini PM 0,1.
L’attività di ricerca e sviluppo di dispositivi innovativi nel campo della filtrazione e purificazione dell’aria potrebbe svilupparsi ulteriormente anche a livello impiantistico. Le difficoltà sono legate alla sperimentazione lunga e faticosa, i cui risultati non sempre sono facili da valorizzare. Il mercato attuale opera con margini molto ristretti e in assenza di controlli pubblici. L’esperienza insegna che il controllo che funziona meglio è quello affidato alla competizione commerciale, per cui è possibile che l’entrata in vigore della revisione della norma UNI 10339, induca l’intero settore del Indoor Air Control ad una riqualificazione che spesso è il maggiore stimolo per la ricerca e lo sviluppo.
In entrambi i casi, purificatori d’aria autonomi o sistemi impiantistici centralizzati, il beneficio per gli utenti finali sarà quello di conoscere le reali prestazioni dei propri dispositivi di filtrazione dell’aria e la comunità civile potrà quindi disporre di mezzi efficaci per ottenere condizioni di purezza e salubrità dell’aria con bassi consumi di energia.


BIBLIOGRAFIA

[1] NAFA User's Guide for ASHRAE 52.2 “Standard 52.2: ”Method of testing General Ventilation Air- Cleaning Devices for Removal Efficiency by Particle Size”, ANSI, 2007
[2] David S. Ensor; James T. Hanley, Research Triangle Institute: “Recent Advances in Particulate Air Filter Testing: Quality Assurance Framework”, Winter issue of Air Media, 1997
[3] W. J. Kowalski, W. P. Bahnfleth, the Pennsylvania State University: “MERV Filters Models for Aerobiological Applications”, Summer issue of Air Media, 2002
[4] Bertazzi P.A., Effetti del particolato fine sulla salute, Atti 1° Congresso Nazionale sul particolato atmosferico “Problematiche e prospettive”, Milano, 2004
[5] Zucchelli D., Normativa e prestazione dei filtri d’aria, Atti Scuola di Climatizzazione A.I.CARR., Psicometria e Comfort: sessione “Diffusione e filtrazione dell’aria”, Milano, 2008
[6] UNI EN 779, “Filtri d'aria antipolvere per ventilazione generale – Requisiti, prove, marcatura ”, CENUNI, 2005
[7] UNI 10339 rev. “Impianti aeraulici per la climatizzazione – Classificazione, prescrizioni e requisiti prestazionali per la progettazione e la fornitura”, SC05-GC01-GL01, 2008
[8] UNI EN 13779, “Ventilazione per ambienti non residenziali – prestazioni richieste per i sistemi di ventilazione e condizionamento dei locali”, CEN-UNI, 2005
[9] UNI EN 15251, “Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica”, CEN-UNI, 2008
[10] UNI EN ISO 14644-1, “Camere bianche ed ambiente associato controllato - Classificazione della pulizia dell’aria”, CEN, 1993
[11] Eurovent 4/10, In situ fractional efficiency determination of general ventilation filters, Eurovent- Cecomaf, 2004

Trackback(0)
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
rimpicciolisci | ingrandisci

busy