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gen 26

L'inquinamento atmosferico

Published in patologie respiratorieinquinamento domesticoinquinamentoFiltraggio aria by admin Print PDF
L'inquinamento atmosferico ha un'incidenza estremamente negativa sull'ambiente e sul surriscaldamento del globo, ma numerose sono anche le conseguenze sulla salute del corpo umano.

Gli effetti sortiti si dividono in acuti e cronici: di tipo acuto sono l'asma bronchiale e i disturbi della circolazione; di genere cronico sono invece tutti i disturbi legati all'esposizione sul lungo periodo: tosse, catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, BPCO.

 

Molti di questi problemi derivano dalle particelle sospese, come il PM10, il PM2,5 e le polveri ultrasottili: queste miscele di polvere, estremamente dannose per la salute, sono così leggere che tendono a rimanere sospese in aria (da cui il nome) e ad essere trasportate dal vento.

Mentre molte polveri sottili sono generate dalla combustione (gas di scarico, riscaldamento, processi industriali), un recente studio del Centro Nazionale di Ricerche in collaborazione con l'Arpa della regione Lazio ha dimostrato che circa il 50% di esse sono di origine naturale e apparentemente innocua: parti di insetti morti, sabbia, sale, gas emessi da vegetazione.


"Spesso, dopo avere bloccato la circolazione a Roma, è avvenuto che i livelli di PM10 non diminuissero" spiega Roberto Sozzi, responsabile del reparto ricerca e sviluppo dell'Arpa: queste rilevazioni hanno determinato la necessità di un'analisi approfondita delle componenti del PM10.

 

Secondo un articolo del web-magazine Paginemediche.it, "i principali studi condotti in Europa e Stati Uniti sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro sono concordi nel valutare che alti tassi di polveri sottili comportano sostanziali incrementi dell'incidenza del tumore ai polmoni, soprattutto se in associazione con altri noti fattori di rischio quali il fumo di sigaretta e alcune esposizioni professionali". Mentre i valori delle particelle sospese aumentano durante l'inverno, con la nebbia e in assenza di vento, occorre ricordare che la concentrazione di agenti patogeni rimane alta anche se non è immediatamente percepibile.

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